Mi ha illuminato una lampadina. Non una lampadina qualsiasi ma un’alogena con innesto a baionetta. L’elettricista, dopo aver montato due applique sul muro mi aveva chiesto con un sorrisetto ironico: «Lei è capace vero?». Va bene che ho fatto il classico e poi giurisprudenza, ho pensato, ma che diamine questo sfotte. «Certo che sì», ho risposto con sicurezza. Comprate le lampadine, ho preso la scala, e, andato su, mi sono accorto che l’alogena è di almeno un centimetro più lunga dello spazio a sua disposizione. Poco male, ho pensato, spingo un po’ di qua, un po’ di là… , mica per niente è a baionetta, e il gioco è fatto.
Dopo dieci minuti avevo spaccato esattamente in due la prima lampadina e stavo per fare altrettanto con la seconda. L’ho mollata là, incastrata da una parte ma non dall’altra. Tanto l’elettricista doveva tornare per fare altri lavori.
Caso vuole che, due giorni prima, fosse andato in tilt – mi scuso per il linguaggio corrente e terra terra – anche il mio pc. È venuto un tecnico, è rimasto lì due ore e mezzo, si è bevuto un caffè ma il computer è rimasto come prima: «Questo troian è un bastardo, non riesco a trovare dove ca… si è nascosto». Quando falliscono, anche i supertecnici si fanno capire. Il secondo esperto che ho chiamato non ha perso tempo. Si è preso il mio pc è se l’è portato in laboratorio.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325067