COEFFICIENTE DI CONSANGUINEITÀ – Già si sapeva che la stirpe era cagionevole di salute e che a minarne la tempra erano stati i frequenti incroci fra cugini, zii e nipoti, dettati dalla ragione di Stato, a salvaguardia dell’integrità dei territori.
STUDIOSI AIUTATI DAI RITRATTI – Tra il 1527 e il 1661, la dinastia fu allietata da 34 nascite, ma dieci bambini morirono prima di compiere un anno e altri 17 se ne andarono prima di festeggiarne dieci.
Come il rachitismo di Carlo II, frutto di un deficit multiplo di ormoni ipofisari e, in particolare, dell’ormone della crescita.
Certo, non si può escludere che la ricerca sia inquinata da qualche tradimento passato inosservato nella storia e che qualche erede fosse rinvigorito dall’apporto di sangue estraneo alla famiglia, ma secondo gli esperti è una variabile poco rilevante: ora saranno passati al microscopio i geni degli Asburgo del ramo austriaco e poi toccherà ai Borboni il cui pedigree, da una prima ricognizione, risulta essere però più variato.
Fonte:
http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_15/rosaspina_asburgo_matrimoni_consaguinei_d9a22654-29d7-11de-8317-00144f02aabc.shtml